Centrali idroelettriche in Italia tra crisi energetica e siccità

Centrale idroelettrica di Carona

Centrali idroelettriche in Italia tra crisi energetica e siccità

Tra le tante fonti di energia rinnovabile, quella principalmente utilizzata in Italia oltre che la più antica, se escludiamo la legna da ardere, è quella idroelettrica: la prima centrale idroelettrica italiana venne attivata a Paderno d’Adda nel 1895, solo 16 anni dopo la costruzione della prima centrale al mondo, presso le Cascate del Niagara negli Stati Uniti. Da allora è stato un continuo crescere di impianti, principalmente lungo l’arco alpino, dove si trovano la maggior parte di bacini idrici, fino a raggiungere il totale di 4.700 impianti di produzione di energia idroelettrica nel 2022 (dati di giungo 2022, fonte Terna)

Le centrali idroelettriche in Italia

Tutte queste centrali idroelettriche forniscono energia per circa 47 TWh all’anno, pari al 41% della produzione energetica italiana da fonti rinnovabili (dati del 2020) e al 16,5% dell’elettricità prodotta sul nostro territorio. Per fare un po’ di numeri, la centrale più grande d’Italia è la Luigi Einaudi, a Entracque, in provincia di Cuneo, con i suoi 1.065 MW di potenza netta. Dal punto di vista di produzione energetica la prima regione è la Lombardia, con i suoi 5695 MW prodotta da 724 centrali idroelettriche, seguita da Trentino Alto Adige e Piemonte. In fondo alla classifica, anche per ragioni climatiche e geografiche, con i 4 MW prodotti dalle sue 10 centrali.

Il problema della siccità

Com’è noto, il 2022 sta scontando una siccità tra le più gravi degli ultimi decenni e, insieme all’agricoltura, a farne le spese sono anche le centrali idroelettriche: alcune sono ferme, altre hanno limitato la produzione di energia al 10%. In molti laghi non è rimasta acqua sufficiente per fare girare le turbine, nel bacino del Po il 90% delle mini centrali idroelettriche lungo i canali di irrigazione è fermo. I dati di Terna dicono che la produzione di energia idroelettrica è crollata del 40% nella prima metà di del 2022: si spera che con l’arrivo dell’autunno la situazione climatica possa tornare più favorevole, soprattutto in questo momento in cui il costo dell’energia è in costante ascesa.

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